TEMPO LUOGO SILENZIOSO
Nella mia serie fotografica TEMPO LUOGO SILENZIOSO intraprendo un viaggio particolare – non solo geograficamente attraverso le strade e i vicoli di Venezia e di altri luoghi, ma anche nella dimensione del tempo. Questa collezione è una meditazione visiva sul soffermarsi, sui momenti di pausa e sul linguaggio silenzioso delle cose che spesso vengono trascurate.
Mentre molti fotografi cercano la grande prospettiva, la vista panoramica da punti elevati, le immagini iconiche che tutti conoscono, io sono attratta nella direzione opposta. Mi muovo induttivamente attraverso i luoghi che visito. Ciò significa che inizio dal dettaglio, dal piccolo, dall’insignificante, e da lì lascio nascere la mia narrazione personale del luogo.
In TEMPO LUOGO SILENZIOSO si tratta esattamente di questo tipo di visione. Una finestra sbiadita con cornici blu, una casa avvolta dall’edera, una collezione di piccole conchiglie su una pietra – queste immagini non sono istantanee nel senso convenzionale. Sono piuttosto testimonianze di uno sguardo rallentato, di un’attesa paziente finché l’essenza di un luogo si rivela.
Il tempo in queste fotografie non è solo un parametro tecnico della ripresa, ma è esso stesso oggetto di osservazione. La patina su vecchi muri, il dolce deterioramento del legno, il gioco di luce e ombra che si mostra solo all’osservatore paziente – tutto ciò parla della caducità e allo stesso tempo della permanenza delle cose.
Il silenzio che risuona in queste immagini non nasce dall’assenza, ma dalla presenza concentrata. È il silenzio dell’osservazione attenta, dell’attesa paziente finché un luogo rivela il suo segreto. Forse non è un caso che molte di queste immagini siano nate nelle prime ore del mattino, quando il mondo non è ancora riempito dal rumore del quotidiano.
Nelle ombre che si posano su un muro, nei motivi geometrici che nascono da luce e architettura, nei piccoli oggetti che qualcuno ha lasciato indietro – in questo trovo un linguaggio universale, non legato a un luogo specifico. È un linguaggio del silenzio e della contemplazione che posso parlare a Venezia così come a Parigi o su un’isola remota.
Il mio approccio fotografico è caratterizzato dalla riduzione. Riduco finché rimane solo l’essenziale. Una statuetta di Buddha sulla spiaggia, un pezzo di stoffa che ondeggia al vento, una finestra graffiata con riflessi – questi motivi apparentemente secondari portano per me spesso più significato delle grandi attrazioni.
In TEMPO LUOGO SILENZIOSO seguo un ritmo interiore del vedere che mi accompagna in ogni luogo del mondo. È un modo di fotografare che non mira a documentare o spiegare un luogo, ma a sentirlo, a scoprire la sua poesia nascosta.
Forse queste immagini ricordano all’osservatore che nell’era dell’accelerazione e dell’abbondanza visiva ha una qualità particolare vedere lentamente, soffermarsi e percepire nel silenzio le sottili sfumature che altrimenti si perdono nel rumore del mondo.